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04/23/2012 - Il Sole 24 Ore

Cilio & Partners case study on incentives for foreign investors in the USA
American dream con l'incentivo. Risorse federali e agevolazioni dei singoli Stati per attirare investitori esteri

"Fissare un appuntamento con il governatore Rick Perry è stato facile. Poi, quando mi sono seduto dì fronte a lui, è andato dritto al punto: se vi interessa aprire uno stabilimento qui - ha detto - ecco quello che vi posso offrire.
La differenza con l'Italia è proprio questa: sin da subito si ha ben chiaro quali sono gli incentivi e il loro impatto. I tempi di discussione, poi, sono brevissimi".
Guido Ghisolfi, amministratore delegato del gruppo chimico M&G di Tortona, uno dei leader mondiali nella produzione di Pet, ha scelto Corpus Christi, in Texas, per sviluppare un progetto dì investimento che genererà circa 250 posti di lavoro. Al vantaggio logistico e strategico si sono sommati i benefici fiscali.
È un richiamo forte e chiaro quello che proviene dagli Usa per attirare investimenti esteri. Un ventaglio di incentivi messi sul piatto dall'amministrazione federale a cui si sommano formule ad hoc offerte dai singoli Stati, che innescano una vera e propria competizione
per aggiudicarsi nuovi investitori in grado di contribuire allo sviluppo della loro area. A questi si aggiungono le agevolazioni a livello locale, con esenzione parziale o totale delle tasse municipali o sconti sul prezzo dell'energia. I programmi, secondo una mappatura effettuata dallo Studio legale Cilio and Partners con un focus su 5 Stati, possono essere suddivisi in due categorie: crediti di imposta o finanziamenti agevolati, declinati in numerose proposte.
Il focus dell'amministrazione federale è soprattutto sulle Pmi grazie allo "Small Business Administration", che eroga direttamente o indirettamente finanziamenti agevolati attraverso i normali canali di credito. Gli incentivi a livello statale e locale sono senza dubbio i più interessanti per le imprese italiane.
Gli sgravi fiscali sono spesso cumulabili, ma il tetto varia da Stato a Stato. La gamma è disparata, con crediti di imposta per chi amplia un sito produttivo o investe nell'industria manifatturiera, per chi acquista macchinari per lo smaltirnento dei rifiuti o costruisce centri per l'infanzia in azienda.
Sul fronte finanziario numerosi Stati offrono prestiti obbligazionari esentasse per l'acquisto di impianti o terreni o fondi vincolati allo sviluppo del territorio. Altre opportunità possono anche derivare dalle Enterprise Zones, aree di potenziale sviluppo produttivo che premiano chi si insedia.
"Ottenere incentivi come la riduzione della corporate tax e quellisulla formazione del personale non è difficile - dice Giulio Bonazzi, numero uno di Aquafil, che nel 2004 ha costruito in Georgia un impianto per l'estrusione del filo sintetico - gli Stati sono molto attrezzati e quando ne hai già beneficiato ti scrivono e ti aggiornano, fanno vera promozione".
Qual'è l'identikit ideale dell'impresa italiana potenzialmente interessata agli incentivi? «Tutte le aziende, a prescindere dalle loro dimensioni - risponde Aniello Musella, direttore dell'ufficio Ice di New York e coordinatore degli uffici Ice negli Usa - possono accedere agli incentivi offerti se rispettano i criteri stabiliti. All'atto pratico vengono però privilegiati progetti che possono avere un impatto economico e sociale rilevante per il territorio. Il pacchetto di incentivi messo a punto per una specifica azienda è spesso il risultato di negoziazioni tra la società e le varie autorità locali competenti". Tanto che, gli fa eco Pasquale Bova, responsabile dell'ufficio Ice di Chicago, "è importante che le aziende italiane comunichino alle amministrazioni locali il loro interesse a valutare offerte disponibili da altre agenzie di sviluppo e regioni mettendo in competizione i vari territori".
Il diaJogo con l'amministrazione è dunque un fattore determinante per poter partire con il piede giusto.
Ne sa qualcosa Gokhan Baykam, presidente di Relight Usa. "Nel nostro settore, quello delle energie rinnovabili - spiega- per realizzare un progetto occorrono 5-6 anni e il rapporto con le autorità è essenziale". Relight, negli Usa dal 2oo8, ha iniziato quest'anno l'iter di approvazione per due progetti di investirnento nell'Illinois che partiranno nel 2013 - "Siamo andati a parlare con l'Autorità per l'energia e sono stati loro a illustrarci gli incentivi e a metterci in contatto con l'agenzia per gli investimenti nel giro di qualche settimana. Beneficeremo - afferma - della federal production tax credit con uno sconto per i primi dieci anni di vita dell'impianto. Lo
schema federale è molto lineare e chiaro". L'Illinois, spiega il governatore Pat Quinn, "ha molto da offrire alle imprese italiane. Tra i programmi uno dei più indicati è Advantage Illinois che offre prestiti per le Pmi da utilizzare per le normali attività di business.
Tutti gli incentivi sono però legati a un progetto e dipendono dalla portata dell'investimento e dai posti di lavoro creati".

Chiara Bussi


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